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21 Gennaio 2013

DM 28 DICEMBRE 2012. AL VIA IL CONTO TERMICO pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n° 1 del 02/01/2013. Come ottenere gli incentivi:

Gli incentivi all'efficienza energetica delle abitazioni ricevono nuova linfa.

Il percorso già tracciato con i meccanismi di detrazione fiscale del 55% si amplia e si diversifica con i contributi del conto termico, approvato con il decreto dei ministeri dello Sviluppo economico e dell'Ambiente del 28 dicembre.

Oltre a promuovere la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, introduce incentivi specifici per la diagnosi energetica e la certificazione, abbinate – a certe condizioni – agli interventi previsti.
C'è una differenza basilare rispetto al bonus del 55% (che ricordiamo resterà in vigore, salvo sorprese, fino al 30 giugno per poi "scalare" al 36%). Il conto termico non offre una detrazione fiscale ma, tramite il Gestore dei servizi energetici (Gse), elargisce direttamente sul conto corrente un contributo in rate annuali uguali per 2 o 5 anni, a seconda del tipo di intervento.
I rimborsi, in media equivalgono a circa il 40% delle spese sostenute. Importante novità introdotte dal presente decreto è che la percentuale reale del rimborso dipende sia dalle spese di installazione sia dalle prestazioni dell'impianto sia dalla zona climatica ove è ubicato l’edificio. Difatti Il calcolo specifico per tecnologia è influenzato da diverse variabili: coefficienti di valorizzazione dell'energia prodotta (indicati nelle tabelle del decreto), producibilità presunta di energia termica del sistema installato, in funzione della taglia e della zona climatica. inoltre, ma solo per i generatori di calore alimentati a biomassa, coefficienti di sostenibilità ambientale (emissioni di polveri).

Ne deriva che, ad esempio, per una pompa di calore elettrica aria/acqua con potenza di 16 kW (e costo stimato in 7mila euro) che vada a sostituire una caldaia a gas la quota effettiva di rimborso da conto termico in due anni, potrebbe esser pari al 35% (2.464 euro) nel caso di un'abitazione a Cuneo (zona climatica F), del 27% (1.916 euro) a Siena (zona D) e del 17% (1.164 euro) a Reggio Calabria (zona B). Insomma: si premia l'investimento che rende di più, in termini di risparmio energetico. E lo stesso accadrebbe se parlassimo della sostituzione con una caldaia a biomassa.
Per l'installazione dei collettori solari, invece, l'incentivo è calcolato semplicemente sulla base della superficie captante del pannello stesso e quindi. ad esempio, un impianto di 5 mq restituisce 1.700 euro in due anni. Mentre per la sostituzione degli scaldacqua è previsto un rimborso percentuale fisso del 40% sulla spesa sostenuta per l'acquisto di quelli a pompa di calore, con un tetto massimo di 700 euro.
Per accedere agli incentivi, i lavori di sostituzione di impianti e apparecchi devono esser realizzati in edifici esistenti. Nel caso di installazione di impianti solari termici, con possibilità di abbinarvi tecnologia solar cooling, gli interventi possono esser realizzati anche su edifici nuovi. E i generatori di calore alimentati a biomassa possono essere installati anche per sostituzione di impianti di riscaldamento di serre e dei fabbricati rurali esistenti.
I privati che hanno sostenuto le spese devono compilare la scheda-domanda sul portale del Gse entro 60 giorni dalla fine dei lavori. Con la scheda-domanda si forniscono informazioni tecniche sull'intervento e sull'immobile sul quale è stato realizzato, accompagnate dalla relativa documentazione, che può esser richiesta in formato cartaceo o elettronico anche in seguito, per eventuali controlli. 

Dopo la verifica della domanda, i beneficiari, che possono avvalersi del finanziamento tramite terzi o di un contratto di rendimento energetico anche attraverso le Esco, ricevono una scheda-contratto che riporta condizioni e modalità per l'accesso agli incentivi. È importante conservare gli originali dei documenti richiesti (scheda tecnica delle apparecchiature, attestazione del tecnico, fatture, bonifici, ecc.) fino a cinque anni dopo l'erogazione dell'ultimo importo. L'incentivo non è cumulabile con altri incentivi statali. Nel caso di più interventi contestuali, l'ammontare – nel rispetto dei valori massimi – è pari alla somma degli incentivi relativi ai singoli interventi (se il totale non supera i 600 euro, il Gse lo eroga in un'unica annualità). L'impegno di spesa annuo complessivo è pari ad € 900 milioni di cui per i privati è pari a 700 milioni e 200 milioni sono destinate alle pubbliche amministrazioni. Occorre tenere presente che solo per le Pubbliche Amministrazioni sono incentivato anche interventi per la sostituzione dei generatori di calore esistenti con generatori a condensazione.

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